Lo studio e la tesi rubano tempo e energie…ma dopo due mesi riesco a tornare a scrivere!
Oggi tocca a una delle tante life skills, come promesso…il decision making!
Per decision making si intende la capacità di prendere decisioni in modo consapevole e costruttivo, considerando le varie opportunità e conseguenze.
Non si tratta solo dell’abilità nel valutare le alternative possibili, ma anche la capacità di scegliere l’azione migliore da compiere.
L’obiettivo del potenziamento di tale life skills è quello di portare il soggetto nella condizione di poter scegliere in modo autonomo dopo aver valutato vantaggi e svantaggi della situazione, evitando la fuga, il ritardo della scelta o le decisioni d’impulso.
Uno dei possibili riferimenti teorici da cui aprtire per studiare il decision making è il modello di funzionamento mentale proposto dal premio Nobel per l’economia (nonchè illustre psicologo) Kahneman.
Secondo questo autore la mente davanti alle informazioni le elabora e produce 2 tipi di outupt: le impressioni (automatiche e non controllate) e i giudizi (frutto di ragionamento e riflessione sulle informazioni).
A questi due output corrisponderebbero 2 sistemi cognitivi:
- il sistema 1: veloce, implicito, che lavora in parallelo, automatico e che produce le impressioni
- il sistema 2: lento, faticoso, controllato, esplicito, non influenzato dalle emozioni, che dà vita ai giudizi.
A partire da questo modello la presa di decisione può avvenire in due modi diversi: si avrà una scelta rapida e influenzata dalle emozioni se si attiva il sistema 1 e una scelta lenta e razionale se si attiva il sistema 2.
Un altro dei modelli più conosciuti sullo studio del decision making è l’investiment theory di Stenberg che si basa sull’assunto che i soggetti cercano di investire poco e ottenere tanto e sono molto attenti al rapporto tra costi e benefici.
Nella scelta tra 2 opzioni il processo mentale naturale sarebbe allora il seguente:
- analisi degli “investimenti” richiesti dalle 2 situazioni (costi, possibili perdite..)
- analisi dei vantaggi che si potrebbero ottenere
- calcolo rapporto tra costi e vantaggi
In base a questo rapporto vi sarebbe poi la scelta di quale opzione accettare.
In generale, per prendere una buona decisione, il processo dovrebbe essere articolato in 5 fasi:
- la creazione di un contesto adatto a prendere decisioni efficaci
- l’inquadramento del problema: vedere il problema da diverse prospettive mettendo in atto anche il pensiero creativo
- la creazione di alternative stra cui scegliere: creare alternative fattibili utilizzando brainstorming e attività di imamginazione
- la valutazione delle alternative: analizzando costi e benefici, impatto finanziario, tempo, fattibilità, risorse, rischi….
- la scelta dell’alternativa migliore.
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