Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Il protagonista, nonché voce narrante dell’intero romanzo, è un quindicenne,  Christopher Boone, molto particolare che soffre di una grave forma di autismo, detta sindrome di Ansperberg. Frequenta la cosiddetta “classe h” per i bambini “diversi” (che, fortunatamente, in Italia non esiste!). Come tutti i bambini affetti da autismo Christofer è un ragazzo molto intelligente: sa fare a mente calcoli straordinari, ha una grande memoria e sa osservare un luogo fino nei minimi dettagli. Il suo problema è un altro: ha difficoltà a esprimersi e a entrare in comunicazione con le persone, in particolare con gli estranei di cui non si fida. E inoltre ha bisogno di ordine, che tutto sia programmato.
Odia essere toccato, odia le persone che alzano la voce, il colore giallo e il marrone, non mangia i cibi se venuti a contatto tra di loro, si arrabbia se vengono spostati dei mobili in casa, ma soprattutto non riesce ad interpretare le espressioni del viso degli altri e non sorride mai.
Ma è anche appassionato di libri gialli (il suo mito è Sherlock Holmes), ama il colore rosso, il suo topino Toby i cui si prende cura in modo amorevole, i cani e ha il sogno di diventare astronauta.
Il suo libro (in cui è narratore, ma anche protagonista) nasce come giallo sulla morte del cane Wellington, ma col tempo si trasforma in un diario semplice e profondo nello stesso tempo, che accompagna il ragazzo nel corso del suo percorso alla ricerca dell’assassino dell’animale e che diventerà un viaggio nel suo passato, che lo porterà a cambiare e crescere, superando paure e problemi.

Si tratta di un libro, a mio parere, molto interessante: oltre ad essere ben scritto, scorrevole, ma nello stesso tempo particolare, l’autore ha il grandissimo merito di essere riuscito a immedesimarsi completamente nella situazione, narrando in prima persona come se fosse lui colpito dall’autismo. L’empatia che prova e fa provare ai lettori più attenti sconcerta e permette così di capire un po’ meglio cosa prova, sente e come ragiona un bambino “diverso” e come, quindi, potersi approcciare a lui.

Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi, 2003.

Per leggere il primo capitolo:
http://www.einaudi.it/libro/scheda/%28isbn%29/978880617659/

Tag: ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: