La dipendenza da Internet

Che le dipendenze oggigiorno non siano più solo da droga e da alcool già si sapeva…che la dipendenza da Internet sia una delle nuove patologie nate con il XXI secolo pure.
Resta il fatto che il concetto di “dipendenza da Internet” sia un termine ancora molto controverso e che non sia stato ancora riconosciuto dall’American Psychiatric Association come un disturbo e quindi non ancora elencato nella diagnostica dell’APA and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM).

Ma di cosa si tratta?Quali segni clinici sono necessari per diagnosticare una cosiddetta “Internet Addiction”? Innanzitutto deve esserci il bisogno incontenibile di trascorrere sempre più tempo collegati alla rete e l’insorgenza di sintomi da astinenza, qualora questo non possa avvenire, come ansia, agitazione, pensieri ossessivi riguardanti internet. A ciò si aggiunge l’impossibilità di controllare questo comportamento. Inoltre, perchè si possa parlare di vero e proprio disturbo, i sintomi devono incidere in maniera negativa sulla vita sociale della persona (il tempo trascorso su internet sottrae l’attenzione della persona dalla famiglia, dagli amici, persino dal lavoro o dagli studi).
La fascia di età più esposta al rischio di sviluppare questa patologia è quelle compresa fra i 15 e i 40 anni ed ad essere maggiormente colpiti sarebbero gli uomini.
Ed è di pochi giorni fa anche la notizia dell’apertura della prima clinica (professionalmente riconosciuta) che consente di guarire dalla “internet-dipendenza“..ovviamente negli Stati Uniti.
Il Heavensfield Retreat Center di Fall City, Washington, sostiene di essere il primo centro degli Stati Uniti nel trattamento del paziente dipendente da Internet, videogiochi e dipendenze simili. Il programma è progettato per aiutare i pazienti a staccarsi dal computer attraverso la combinazione di terapia del dialogo sociale con i tradizionali corsi di formazione, come lezioni di tecniche di conversazione e appuntamenti. I pazienti poi sono invogliati ad occuparsi in attività alternative e originali:allevamento di capre, polli e lavori di manutenzione in casa.
L’obiettivo è far accedere il paziente alla sperimentazione della gratificazione da qualcosa che non richiede una connessione a Internet. Quindi una volta che viene dato al paziente ciò di cui ha bisogno, egli apprezza e non giudica più il mondo come se fosse un videogioco.


Ma il dibattito rimane aperto. Come sostiene Ronald W. Pies, professore di psichiatria clinica alla Tufts University: “La domanda è: abbiamo bisogno di un altro disordine nel nostro elenco, se le manifestazioni di dipendenza da Internet possono già essere rappresentate da ben descritte e meglio convalidate condizioni?”. Per dirla semplicemente: l’abuso di Internet è un disturbo distinto o solo un sintomo di problemi psicologici più profondi, come ansia o depressione?
Sebbene la ricerca sia ancora molto scarsa, la dipendenza da Internet esiste e sarà fondamentale nei prossimi anni andarla a studiare più approfonditamente.

Tratto da: www.medicinalive.com

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