L’adozione: vantaggi e rischi psicologici nell’adottare un bambino vittima del terremoto di Haiti

Dopo il catastrofico terremoto che ha colpito la popolazione di Haiti il tema delle adozioni è diventato, negli ultimi giorni, uno degli argomenti di maggiore discussione.
Si stima che siano migliaia i bambini che si trovano oggi a vivere per strada, dopo aver perso i genitori e probabilmente anche tutti i parenti.
Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha dichiarato che le familgie italiane potranno adottare bambini Hitiani ma solo a due condizioni: se a chiederlo all’Italia è il governo di Haiti che dichiara lo stato di reale abbandono del bambino e se le coppie italiane sono in possesso dell’idoneità all’adozione.

Questo fa nascere una serie di domande circa i vantaggi e i rischi che questo tipo di pratica può apportare ai bambini in causa.
Sicuramente vivere in una famiglia, con le cure e le attenzioni di due genitori, ha numerosi vantaggi rispetto al vivere in un orfanotrofio. La possibilità di cure e amore “personalizzato”, l’occasione di vivere in un ambiente protetto e di creare una relazione di attaccamento con una figura adulta importante sono tutti elementi fondamentali per poter vivere un’infanzia serena e non traumatica.
Certo è che l’adozione resta una pratica complessa e rischiosa. Prima di tutto è importante tenere conto dell’età del bambini. Mentre per i più piccoli è relativamente meno traumatico essere sradicati dal proprio territorio e adattarsi al nuovo ambiente, per i bambini più grandi può avere risvolti molto negativi il fatto di essere allontanati dal proprio luogo di origine.
Inoltre, l’affido richiede da parte della coppia che si assume questa responsabilità una serie di competenze non banali. Specialmente in seguito ad una tragedia di queste dimensioni bisogna fare attenzione a tutti quegli aspetti specificatamente psicologici che possono interessare il bambino. Esso si può trovare in una situazione di stress, di paura, di impotenza e i genitori italiani devono avere le competenze adeguate per riconoscere e rispondere a questi disagi e sapersi avvicinare nel modo più consono.
L’ideale sarebbe comunque che questi bambini rimanessero nel luogo in cui sono nati e quindi le adozioni acquisterebbero veramente senso solo nel caso in cui questi piccoli non avessero più in patria nessun parente che si possa occupare di loro

L’adozione resta una pratica importantissima e di grande valore. Ma chi decide di assumersi questa responsabilità deve ricordarsi che è un impegno che dura tutta una vita e che richiede un percorso anche psicologico lungo e fondamentale.

Tag: , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: