La giornata della memoria. Ricordare le vittime cercando di capire il perchè e gli effetti del genocidio.

Il 27 gennaio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Questo avvenimento continua a essere giustamente tema centrale della riflessione e del dibattito, soprattutto oggi in un mondo dove i pregiudizi e le persecuzioni sono ancora diffusi.
La psicologia si è interessata soprattutto a due aspetti legati all’olocausto: il perchè i soldati tedeschi si siano resi partecipi del genocidio e le analisi degli effetti sui sopravvissuti.

Perché i leader nazisti resero possibile l’eliminazione di milioni di Ebrei e molti cittadini di diverse nazionalità lasciarono a loro libertà di azione?
Sicuramente i meccanismi percettivi dell’assimilazione e del contrasto sono fonte di stereotipi: essi minimizzano le differenze all’interno dei gruppi ed estremizzano quelle tra i gruppi, portando a vedere gli altri come cattivi che meritano le sofferenze inflitte.

Questi meccanismi sono spiegati da Sherif e Hovland come vicinanza/lontananza del proprio atteggiamento a quello degli altri. Gli atteggiamenti che si collocano in una posizione relativamente vicina a quella del soggetto saranno percepiti come simili ai propri più di quanto non lo siano nella realtà (assimilazione) e riceveranno una valutazione positiva. Gli atteggiamenti piuttosto differenti saranno allontanati dalla propria posizione e valutati negativamente (contrasto).

Inoltre, secondo molti teorici della personalità, nei soldati tedeschi si sono fatti posto molti meccanismi di difesa coinvolti nella svalutazione dei gruppi altri, come ad esempio la proiezione e la scssione
Mentre la proiezione potrebbe sottendere la percezione che l’altro gruppo personifichi tutte le azioni e i pensieri immorali che non ammettiamo in noi stessi, la scissione, cioè la capacità di erigere barriere cognitive ed emozionali che dividono ciascuna parte di noi dall’altra, spiegherebbe come le persone la cui mansione era l’omicidio di massa, potessero tornare a casa dopo il “lavoro” e godersi una normale serata in famiglia.

Un altro fattore coinvolto è il pensiero di gruppo, una combinazione di orgoglio gruppale, di conformismo e di culto del leader, che può spingere a decisioni impensabili. In questo caso le inibizioni morali verso la violenza potrebbero indebolirsi attraverso l’approvazione di una figura autoritaria, l’esperienza reale del commettere atti violenti, la disumanizzazione del gruppo delle vittime,  il conformismo e la diffusione di responsabilità.

Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine dell’olocausto sulle vittime si è parlato in psicologia di sindrome del sopravvissuto”, (Eitinger, 1964/1972). Essa include sintomi come il senso di colpa per essere sopravvissuti, rabbia e ansia, disturbi del sonno, anedonia, flashbacks, ipervigilanza, depressione, incapacità a stabilire legami profondi…tutti sintomi tipici del PTSD.

L’importanza della continua riflessione su questo tema, ma anche della ricerca di spiegazioni psicologiche a questi avvenimaneti potrebbero giocare un importante ruolo nel prevenire azioni simili e fare in modo che non avvengano più… almeno così tutti sperano!

www.psicozoo.it

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Una Risposta to “La giornata della memoria. Ricordare le vittime cercando di capire il perchè e gli effetti del genocidio.”

  1. Dr. Sci-Psy Says:

    Bauman in “modernità e olocausto” propone delle ipotesi molto interessanti sul tema.

    La riflessione è obbligata, ma più che la ricerca psicologica, credo che un ruolo importante nel prevenire lo abbia la coltivazione di una coscienza storica.

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