E il DSM V?

Nel 2012 (massimo 2013) dovrebbe uscire quinta edizione del DSM (DSM V). Ma quali saranno le novità?

Sicuramente sarà da superare un problema tipico del DSM: esso, attualmente, non descrive quello che realmente gli psichiatri vedono: persone con più di un disturbo, una versione meno grave di una patologia, o ancora un problema chiaramente diagnosticabile, ma intriso di altre patologie. Spesso una persona con 4 dei nove sintomi inclusi nella lista, è più problematica e compromessa di una che ne presenta sei.

Da questo punto di vista il DSM V dovrà provvedere a descrivere i disturbi in maniera più dettagliata, evidenziando le possibili varianti delle malattie “classiche” in base all’età, il genere, la razza, la cultura e la salute fisica e  riflettere maggiormente la vita e la complessità delle persone reali, non semplicemente di evidenziarele diagnosi più chiare e definite.
Altri cambiamenti riguardano invece l’introduzione di nuove patologie, quasi tutte nate come riflesso dei tempi moderni: l’obesità (probabilmente catalogata come sintomo o fattore di rischio per alcuni disturbi mentali), il gioco d’azzardo, la dipendenza sessuale e quella da internet.

Altre modifiche riguardano in aprticolare le malattie infantili. Le novità più importanti sono le seguenti:

1. La sindrome di Asperger non sarà più una categoria a sè, ma rientrerà nell’autismo. I dati statistici hanno evidenziato che Asperger e autismo sono due dimensioni della stessa malattia. Questa fusione ha i suoi pro e i suoi contro: da un lato una persona con sindrome di Asperger, che in molti casi riesce ad avere una vita più vicina alla normalità rispetto ad un autistico, può sentirsi maggiormente stigmatizzata e sottovalutata con una diagnosi di autismo;  dall’altro lato, una diagnosi di autismo può dare accesso, specialmente nell’infanzia, ad un range molto più ampio di servizi e di trattamenti.

2. Ai bambini non sarà più diagnosticato il disturbo bipolare, ma sarà loro attribuita la nuova diagnosi di disregolazione dell’umore con disforia. Molti studi infatti hanno evidenziato che sebbene ci siano gruppi di bambini con un’umore marcatamente altalenante e con comportamenti problematici, essi non s’inseriscono appieno nella diagnosi tradizionale di disturbo bipolare. Spesso questi bambini con la crescita manifestano disturbi quali depressione, abuso di sostanze e problemi comportamentali, ma non disturbo bipolare.

3. Il tagliarsi sarà classificato come un disturbo mentale a sè stante e non più come un sintomo del disturbo borderline di personalità. Questa nuova classificazione ha lo scopo di spingere clinici e famiglie a determinare se si tratta del sintomo di un grave disturbo o solo di una fase di sfida.

4. Il Binge eating (l’alimentazione incontrollata) sarà aggiunto ai disturbi alimentari. Nel nuovo DSM sarà separato dalla bulimia nervosa, così da realizzare trattamenti più mirati.

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Una Risposta to “E il DSM V?”

  1. Autismo, che fare? Incazzarsi! » Blog Archive » E IL DSM V? Says:

    […] DAL BLOG PSYCOCECI […]

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