La dipendenza da Internet: cos’è, come riconoscerla e come chiedere aiuto

La dipendenza da Internet meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica con il nome originale inglese di Internet addiction disorder (IAD), è un disturbo da discontrollo degli impulsi.
Il termine è stato coniato da Ivan Goldberg, M.D., nel 1995 ed è comparabile al gioco d’azzardo patologico come diagnosticato dal DSM-IV.
Si tratta di un termine piuttosto vasto che copre un’ampia varietà di comportamenti e problemi. Secondo Kimberly Young, che ha fondato il Center for Online Addiction statunitense, sono stati infatti riconosciuti 5 tipi specifici di dipendenza online:

  1. Dipendenza cibersessuale = gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all’utilizzo e al commercio di materiale pornografico
  2. Dipendenza ciber-relazionale (o dalle relazioni virtuali) =  gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l’individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali..
  3. Net Gaming = la dipendenza dai giochi in rete, specialmente di azzardo.
  4. Sovraccarico cognitivo = comportamento compulsivo nella ricerca e nell’organizzazione di dati dal Web
  5. Gioco al computer =  giochi quali il Solitario e il campo minato diventano ossessivi e rubano granb parte del tempo vitale ai soggetti

Non esistono dati ufficiali su questo tipo di dipendenza, ma si stima che ne possa soffrire almeno il 10% degli utenti.

A novembre in Italia ha aperto il primo centro pubblico per combattere questa nuova patologia presso il Policlinico A. Gemelli di Roma.
Fino ad ora sono stati visitati  circa 60 pazienti e come dice il Dott. Federico Tonioni, responsabile dell’ambulatorio:

Si sono delineati due gruppi distinti che ci hanno portato ad approcci diversi. Il primo livello di intervento riguarda un gruppo di pazienti consapevoli di avere sviluppato un rapporto patologico con il web. Hanno dai 25 ai 40 anni  e  dipendono per lo più da sexual addiction, gioco d’azzardo e giochi di ruolo. La consapevolezza agevola e per questo sono già iniziati dei gruppi terapeutici.
Purtroppo più numeroso (90%) il secondo gruppo, quello dei giovanissimi, (tutti di sesso maschile, 13-20anni), accompagnati nella maggior parte dei casi dai genitori, fortemente preoccupati per una diminuzione netta della performance scolastica e della vita di relazione al di fuori dal web.
Si tratta di ragazzi intelligenti e razionalmente più maturi di altri, tendenti all’isolamento e con evidenti alterazioni nell’ambito dell’ emotività. Sono tutti dipendenti dai giochi di ruolo e non sono facili da trattare.

Ma come capire se siamo dipendenti dal web? Esiste un criterio di autovalutazione?

Passare tante ore davanti al terminale non è sinonimo di dipendenza. Se dopo 10 ore di navigazione usciamo con gli amici, il problema non si pone. Parliamo di psicopatologia quando si sente il bisogno sempre crescente di trascorrere tempo in rete preferendo questa attività ad altre relazioni sociali; Smettere di dialogare in famiglia, agitazione psicomotoria, ansia, depressione e insonnia, sono altri sintomi.

Per contattare l’ambulatorio del Policlinico Gemelli occorre chiamare i numeri 06/30154332-4122.

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