Problem solving: la risoluzione costruttiva dei problemi

La terza life skills che rientra, insieme alle 2 precedenti, nel più vasto insieme delle life skills cognitive è il problem solving.

Probabilmente il termine vi è familiare. È infatti molto usato in ogni campo in cui entra in gioco l’attività mentale di “risoluzione dei problemi”. Ma di cosa si tratta?

Il problem solving viene definito come la capacità di risolvere in modo costruttivo i problemi. In modo più preciso questa life skills si definisce come “la capacità di un individuo di mettere in atto processi cognitivi per affrontare e risolvere situazioni reali e interdisciplinari, per le quali il percorso di soluzione non è immediatamente evidente.
Esistono 2 categorie di problemi principali: problemi cognitivi e problemi interpersonali. Ciò che li accomuna è il fatto che entrambi prevedono una discrepanza tra stato iniziale e stato finale e richiedono, quindi, una soluzione.
Il problem solving cognitivo è incentrato su cognitivi, situazioni caratterizzate da insoddisfazione e desiderio di  cambiare la struttura di un insieme di dati per raggiungere un certo obiettivo
Il problem solving interpersonale, invece, è il processo attraverso il quale i soggetti acquisiscono una serie di abilità sociali per risolvere problemi legati alle relazioni. Esso richiede la capacità di riconoscere i propri sentimenti e la capacità di decentramento dal proprio punto di vista per comprendere quello dell’altro.

Il processo di risoluzione dei problemi richiede diverse fasi:

  • Riconoscimento del problema
  • Identificarne la natura
  • Generare diverse alternative di soluzione
  • Valutare le più adatte
  • Valutare l’efficacia dell’approccio scelto
  • Attuare la soluzione
  • Valutare i risultati

Ritornando allo schema di riferimento dei due diversi sistemi cognitivi proposto da Kahneman  si può dire che questa life skills richiede prima la disattivazione del sistema 1, degli automatismi per potersi esprimere.
Le persone che sanno risolvere bene i problemi sono quelle che sanno usare la cosiddetta cognitive reflection:  sanno attivare il sistema 2 e disattivare il sistema 1.
Si potrebbe dire, anzi, che i bravi risolutori di problemi sono quei soggetto che sanno attivare un ipotetico sistema 3 di ragionamento, che implica la capacità di cambiare il punto di vista e generare ipotesi alternative.
Se grazie al sistema 3 vi è un allargamento di prospettiva e viene favorita la ricerca di alternative, grazie al sistema 2 si ha l’analisi delle varie opzioni e valutazione.

Per saper risolvere bene i problemi sono richieste, quindi, sia capacità di pensiero divergente (per generare alternative nuove), sia capacità di convergenza (per giungere a definire la soluzione migliore).

 

 

 

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