La sindrome autistica ha alla base un funzionamento anomalo dei neuroni specchio. E’ un’ipotesi ancora valida?

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Come tutti sanno l’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato dalla compromissione di diverse aree della persona: la comunicazione verbale e non verbale (carenze linguistiche, assenza totale del linguaggio..), l’aspetto comportamentale (stereotipie, autolesionismo ed eterolesionismo..) e l’interazione sociale (tendenza a isolarsi, incapacità di comprendere le espressioni emotive..).
Oltre a questi sintomi, i soggetti colpiti da tale sindrome sono anche spesso riluttanti al cambiamento e hanno problemi di imitazione e comprensione delle intenzioni ed emozioni degli altri.

Osservando attentamente questa sintomatologia è facile pensare a come tali deficit potrebbero avere alla base, dal punto di vista neuropsicologico, un funzionamento anomalo dei neuroni specchio.
Effettivamente esistono diverse ricerche che hanno confermato tale ipotesi, ma, nello stesso tempo, numerose evidenze opposte.
In particolare, uno studio pubblicato sulla rivista Neuron di Dinstein e coll. (Dinstein, Thomas, Humphreys, Minshew, Behrmann, Heeger, 2010) ha messo in discussione l’ipotesi che i neuroni-specchio potessero essere implicati nei deficit relazionali dei soggetti con autismo. Gli studiosi hanno sottoposto due gruppi, uno di soggetti affetti da autismo e uno di controllo, alla passiva osservazione di alcune immagini in cui erano raffigurati diversi tipi di azioni e, successivamente, è stato detto loro di riprodurre le medesime azioni osservate in precedenza. Attraverso l’uso di risonanza magnetica è stata osservata l’attività dei neuroni-specchio e i risultati hanno dimostrato che sia i soggetti autistici sia il gruppo di controllo hanno un’equivalente modalità di attivazione di questi neuroni, andando a contrastare con l’ipotesi iniziale.

Tale risultato va ad aggiungersi a quelli di altri studi che sostengono che i soggetti autistici hanno un normale funzionamento dei neuroni specchio.
I risultati contrastanti delle diverse evidenze empiriche potrebbero essere dovuti a fattori molteplici come l’impiego di metodologie diverse o l’aver preso in considerazione solo determinati aspetti tralasciandone altri.

Questi studi, che vanno a disconfermare un’ipotesi nata ormai vent’anni fa, sono piuttosto esigui rispetto alle numerose evidenze sperimentali a sostegno dell’ipotesi del malfunzionamento neuronale, ma vanno presi in considerazione ed è importante che la ricerca continui a lavorare in questa direzione per arrivare finalmente a comprendere meglio le cause e i substrati neuronali legati alla sindrome autistica.

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Una Risposta to “La sindrome autistica ha alla base un funzionamento anomalo dei neuroni specchio. E’ un’ipotesi ancora valida?”

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