Posts Tagged ‘Autismo’

2 Aprile 2013. Giornata Mondiale dell’Autismo

aprile 2, 2013


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Si celebra oggi, 2 aprile, la giornata mondiale di consapevolezza sull’autismo, istituita  dalle Nazioni Unite con la risoluzione 62/139 del 18 dicembre 2007, per promuovere la conoscenza dell’autismo e la solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che ne sono affette, che restano spesso invisibili ai più.

Quest’anno lo slogan è: Autismo, più frequente di quanto non si pensi. Secondo gli ultimi dati, infatti,  le diagnosi di tutti i disturbi autistici raggiungono in USA due casi su 100 bambini di otto anni, mentre in Italia le Regioni più attrezzate arrivano appena a tre casi su mille.

Il problema della ricerca è fondamentale ed è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e fare in modo che la ricerca scientifica evolva in questo campo.

Chi lavora in questo ambito sa quanto sia importante far conoscere il disturbo, informare e avvicinare le persone a questa patologia ormai estremamente diffusa e in continuo aumento!

E’ in questa prospettiva che da un paio d’anni Autism Speaks ha lanciato un’iniziativa battezzata ‘Light it up blue‘ (illuminalo di blu) per sensibilizzare l’opinione pubblica: i monumenti del mondo, da New York a Rio de Janeiro, da Sidney a Roma, si illuminano di blu a testimoniare la sensibilità delle Città rispetto alla problematica dell’autismo.

Di seguito un video che racconta e mostra cosa succede nel mondo!

E chi vorrà potrà contribuire e far sentire la propria vicinanza accendendo una lampada blu alla finestra o semplicemente mettendo il logo di “Light it up blue” come foto profilo di facebook!

 

 

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La sindrome autistica ha alla base un funzionamento anomalo dei neuroni specchio. E’ un’ipotesi ancora valida?

maggio 20, 2012

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Come tutti sanno l’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo caratterizzato dalla compromissione di diverse aree della persona: la comunicazione verbale e non verbale (carenze linguistiche, assenza totale del linguaggio..), l’aspetto comportamentale (stereotipie, autolesionismo ed eterolesionismo..) e l’interazione sociale (tendenza a isolarsi, incapacità di comprendere le espressioni emotive..).
Oltre a questi sintomi, i soggetti colpiti da tale sindrome sono anche spesso riluttanti al cambiamento e hanno problemi di imitazione e comprensione delle intenzioni ed emozioni degli altri.

Osservando attentamente questa sintomatologia è facile pensare a come tali deficit potrebbero avere alla base, dal punto di vista neuropsicologico, un funzionamento anomalo dei neuroni specchio.
Effettivamente esistono diverse ricerche che hanno confermato tale ipotesi, ma, nello stesso tempo, numerose evidenze opposte.
In particolare, uno studio pubblicato sulla rivista Neuron di Dinstein e coll. (Dinstein, Thomas, Humphreys, Minshew, Behrmann, Heeger, 2010) ha messo in discussione l’ipotesi che i neuroni-specchio potessero essere implicati nei deficit relazionali dei soggetti con autismo. Gli studiosi hanno sottoposto due gruppi, uno di soggetti affetti da autismo e uno di controllo, alla passiva osservazione di alcune immagini in cui erano raffigurati diversi tipi di azioni e, successivamente, è stato detto loro di riprodurre le medesime azioni osservate in precedenza. Attraverso l’uso di risonanza magnetica è stata osservata l’attività dei neuroni-specchio e i risultati hanno dimostrato che sia i soggetti autistici sia il gruppo di controllo hanno un’equivalente modalità di attivazione di questi neuroni, andando a contrastare con l’ipotesi iniziale.

Tale risultato va ad aggiungersi a quelli di altri studi che sostengono che i soggetti autistici hanno un normale funzionamento dei neuroni specchio.
I risultati contrastanti delle diverse evidenze empiriche potrebbero essere dovuti a fattori molteplici come l’impiego di metodologie diverse o l’aver preso in considerazione solo determinati aspetti tralasciandone altri.

Questi studi, che vanno a disconfermare un’ipotesi nata ormai vent’anni fa, sono piuttosto esigui rispetto alle numerose evidenze sperimentali a sostegno dell’ipotesi del malfunzionamento neuronale, ma vanno presi in considerazione ed è importante che la ricerca continui a lavorare in questa direzione per arrivare finalmente a comprendere meglio le cause e i substrati neuronali legati alla sindrome autistica.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

luglio 7, 2009

Il protagonista, nonché voce narrante dell’intero romanzo, è un quindicenne,  Christopher Boone, molto particolare che soffre di una grave forma di autismo, detta sindrome di Ansperberg. Frequenta la cosiddetta “classe h” per i bambini “diversi” (che, fortunatamente, in Italia non esiste!). Come tutti i bambini affetti da autismo Christofer è un ragazzo molto intelligente: sa fare a mente calcoli straordinari, ha una grande memoria e sa osservare un luogo fino nei minimi dettagli. Il suo problema è un altro: ha difficoltà a esprimersi e a entrare in comunicazione con le persone, in particolare con gli estranei di cui non si fida. E inoltre ha bisogno di ordine, che tutto sia programmato.
Odia essere toccato, odia le persone che alzano la voce, il colore giallo e il marrone, non mangia i cibi se venuti a contatto tra di loro, si arrabbia se vengono spostati dei mobili in casa, ma soprattutto non riesce ad interpretare le espressioni del viso degli altri e non sorride mai.
Ma è anche appassionato di libri gialli (il suo mito è Sherlock Holmes), ama il colore rosso, il suo topino Toby i cui si prende cura in modo amorevole, i cani e ha il sogno di diventare astronauta.
Il suo libro (in cui è narratore, ma anche protagonista) nasce come giallo sulla morte del cane Wellington, ma col tempo si trasforma in un diario semplice e profondo nello stesso tempo, che accompagna il ragazzo nel corso del suo percorso alla ricerca dell’assassino dell’animale e che diventerà un viaggio nel suo passato, che lo porterà a cambiare e crescere, superando paure e problemi.

Si tratta di un libro, a mio parere, molto interessante: oltre ad essere ben scritto, scorrevole, ma nello stesso tempo particolare, l’autore ha il grandissimo merito di essere riuscito a immedesimarsi completamente nella situazione, narrando in prima persona come se fosse lui colpito dall’autismo. L’empatia che prova e fa provare ai lettori più attenti sconcerta e permette così di capire un po’ meglio cosa prova, sente e come ragiona un bambino “diverso” e come, quindi, potersi approcciare a lui.

Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi, 2003.

Per leggere il primo capitolo:
http://www.einaudi.it/libro/scheda/%28isbn%29/978880617659/


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