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“Tecnologie Emotive: Nuovi Media per migliorare la qualità della vita”. Un libro interessante sul legame tra emozioni e nuove tecnologie…e completamente gratuito!

maggio 30, 2012

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Oggi voglio sponsorizzarvi un nuovo libro dal titolo “Tecnologie Emotive: Nuovi Media per migliorare la qualità della vita”, scritto da alcuni miei professori.

L’obiettivo del libro è quello di conciliare la prospettiva della psicologia positiva, con il concetto di stress e l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Come dicono gli autori, a descrizione del volume, da una parte le numerose richieste dell’ambiente esterno ci obbligano a confrontarci con le nostre risorse e competenze di gestione di situazioni critiche e, dall’altra, la nostra è l’era dell’evoluzione delle tecnologie informatiche.
Questo ha portato gli autori a interrogarsi sul legame esistente tra tecnologie ed esperienze emotive arrivando a sviluppare un nuovo campo di indagine: quello delle tecnologie emotive.

La domanda di partenza a cui il volume vuole rispondere è infatti: come è possibile usare le tecnologie per controllare e produrre emozioni positive?

La prima parte del volume si sofferma ad analizzare i principali fattori che influenzano l’esperienza dei nuovi media come tecnologie emotive.
Dopo un capitolo introduttivo sulla struttura multicomponenziale dello stress, con analisi degli aspetti emotivi e cognitivi e la presentazione delle principali modalità di reazione,il secono capitolo inserisce in modo predominante il tema delle emozioni. Infine, il terzo capiolo, introduce il tema della psicologia positiva e della cyber psicologia, con il riferimento teroico alle tecnologie emotive.
La seconda parte del volume, invece, utilizza invece una serie di esempi, relativi a ricerche, per chiarire le riflessioni teoriche della sezione precedente e incentivare la collaborazione di ricercatori e professionisti provenienti da diverse discipline nella progettazione e realizzazione di interventi supportati dalle tecnologie emotive.

Si tratta di un libro sicuramente interessante e, oltretutto, è scaricabile completamente gratuitamente all’indirizzo http://www.ledonline.it/ledonline/riva/Qualit%C3%A0-della-vita-riduzione-dello-stress-473.pdf
Vale veramente la pena di leggerlo!!

Per ulteriori informazioni si fa riferimento al blog “Psicologia dei nuovi media”.

Di seguito una breve descrizione degli autori:

Daniela Villani, dottore di ricerca in Psicologia, è docente di Psicologia dell’interazione con i media e di Metodi e tecniche di analisi della comunicazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I suoi principali interessi di ricerca sono rivolti all’analisi e valutazione degli aspetti psicologici della comunicazione mediata e alla gestione delle emozioni e dello stress supportati anche dalle nuove tecnologie.
Alessandra Grassi, dottore di ricerca in Psicologia, è docente di Strumenti e metodi di analisi dei dati osservativi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. I suoi interessi sono principalmente rivolti allo studio dell’uso dei nuovi media nella gestione e nell’induzione delle emozioni, con un fuoco particolare per la valutazione e la gestione dello stress.
Giuseppe Riva è docente di Psicologia della comunicazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove dirige LICENT – Laboratorio di Studio dell’Interazione Comunicativa e delle Nuove Tecnologie.

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Come affrontare l’ansia? c’è “Informansia”, la nuova training-app per iPhone

ottobre 23, 2010

 

Oggi voglio parlarvi di una particolare applicazione per l’iPhone chiamata “InformAnsia”, ideata da un team di psicologi e psicoterapeuti coordinato dai dottori Algeri e Mazzucchelli. Mi sembra un interessante esempio come, al giorno d’oggi, è importante mettere in campo un po’ di creatività e flessibilità per poter rendere spendibili nel mondo del lavoro le proprie competenze psicologiche. Sicuramente il legame psicologia e tecnologia oggi è molto forte e forse diventare “psicologi innovativi” può essere importante!
E attenzione..non serve avere doti tecnologiche particolari!Non non siamo ingegneri o informatici…ma possiamo collaborare con loro per rendere più accessibile il nostro lavoro agli utenti e perché no riuscire a trovare un modo alternativo per svolgere il nostro lavoro, in un mondo dove oramai la professione tradizionale è un po’ inaccessibile!

“lnformAnsia”, come detto, è la nuova training-app gratuita per iPhone.
Il programma ha l’obiettivo di aiutare a conoscere e migliorare il grado di gestione dell’ansia fornendo strategie e suggerimenti utili ad affrontare le più comuni situazioni ansiogene.

Il team guidato dal dott. Algeri aveva già creato, in passato, un’altra applicazione dal titolo “Genitori si diventa” che aveva avuto molta fortuna e in 3 mesi aveva totalizzato 4000 download attirando l’attenzione di carta stampata, del mondo accademico e scientifico.

Il nuovo programma è rivolto invece a chi (oggi giorno tanti!) soffre di ansia.
Il programma non vuole essere uno strumento valutativo o diagnostico della personalità, quanto piuttosto una opportunità di confronto e riflessione su quali atteggiamenti possono essere più o meno utili davanti a quanto ci spaventa e stressa.

Dopo i risultati incoraggianti di “Genitori si diventa” presentati all’Università degli Studi di Begamo – specifica Davide Algeri – abbiamo deciso di trattare il tema dell’ansia e dello stress perché sempre più diffuso tra la popolazione italiana. All’interno dell’applicazione ci siamo focalizzati più sul “come” fronteggiare l’ansia che sul “perchè”, poiché nella nostra esperienza abbiamo notato che spesso, chi soffre d’ansia, ha un forte bisogno di strumenti concreti per affrontarla.

Il programma non vuole essere uno strumento valutativo o diagnostico della personalità, quanto piuttosto una opportunità di confronto e riflessione su quali atteggiamenti possono essere più o meno utili davanti a quanto ci spaventa e stressa.

Come funziona? Sfruttando il principio dell’imparare giocando fornisce suggerimenti su come vivere l’ansia più serenamente utilizzando la forma del quiz, con domande a risposta multipla su alcune situazioni tipicamente ansiose per chi soffre di attacchi di panico, agorafobia, paura di parlare in pubblico, fobia sociale, e molte altre paure sempre più diffuse.
Nella schermata successiva gli esperti spiegano come mai una strategia comportamentale può essere più utile di altre, fornendo nozioni utili per farsi trovare preparati in quelle diverse situazioni ansiogene.
Alla fine di ogni trance da 10 domande, il programma indica la percentuale di comportamenti potenzialmente funzionali che è stata data. Il risultato non indica la presenza o meno di stati ansios, ma ha solo lo scopo di  informare la persona ansiosa su come riconoscere l’ansia e poterla affrontare al meglio.
Inoltre InformAnsia prevede due modalità di gioco: il training individuale o in coppia con amici e conoscenti, per interconnettere le persone su un dialogo inerente le diverse strategie adottabili a fronte delle medesime situazioni.

A conclusione del gioco, il bottone “Stop Ansia” permette di richiedere un consulto via mail gratuito agli esperti del team.

Con InformAnsia – continua Luca Mazzucchelli –  vogliamo diffondere e condividere informazioni e suggerimenti utili a riflettere sulle diverse strategie adottabili nei casi di eccessiva ansia, incrementando il benessere delle persone.

Per informazioni: www.davidealgeri.com

Skill Flow: una società di consulenza al servizio dell’empowerment

giugno 24, 2010

Vagando su internet ho scovato il sito di una società che mi sembra si occupi di temi molto interessanti…ecco a voi un breve presentazione!

La società si chiama “Skill Flow” e si occupa di consulenza e formazione psicologica in tre particolari ambiti: mondo del lavoro, sport e ambito clinico/sociale. In essa sono presenti professionisti diversi quali psicologi, ingegneri gestionali, esperti di marketing, consulenti aziendali… tutti spinti da un unico scopo.
L’obiettivo è quello di lavorare al fine di valorizzare le esperienze e le competenze dei soggetti, facilitando il cambiamento negli individui, nei gruppi e nelle organizzazioni e andando a lavorare a livello di skills diverse.
Come dice il nome scelto “Skills Flow”, che significa “Competenza che fluisce”, l’idea alla base è quella di un approccio “in movimento” e di una visione delle competenze che fluiscono da un ambito all’altro: ad esempio le esperienze sportive possono essere traslate nella vita di tutti i giorni così come possono servire da spunto per migliorare le prestazioni in azienda.

Ma che interventi propone?

Nell’ambito della psicologia dello sport la società si occupa di costruire percorsi personalizzati per atleti, team e allenatori di tutte le età.
In particolare propone tecniche di allenamento mentale in preparazione alle competizioni, gestendo situazioni quali l’ansia da prestazione e i cali di motivazione, sia in fase di allenamento che in gara. Inoltre si occupa di svolgere ricerche nell’ambito e di organizzare corsi di formazione per associazioni, allenatori, atleti…  con l’obiettivo di rendere espliciti i meccanismi mentali che costituiscono la prestazione, sia individuale che di squadra, fornendo strumenti pratici per una migliore costruzione e gestione della pratica sportiva nelle diverse età della vita.

In ambito aziendale invece il lavoro è focalizzato sul potenziamento delle risorse e skills sia personali che di gruppo. Anche in questo caso ciò che viene proposto sono crisi di formazione d’aula o outdoor quali ad esempio corsi sulla gestione del tempo, sul ruolo della creatività in azienda, sul lavoro di gruppo, la negoziazione o la leadership.
Inoltre, in aggiunta sempre ad un lavoro di ricerca, Skills Flow propone alle aziende metodologie e strumenti che possano aiutare nella selezione , valorizzazione e valutazione delle Risorse Umane per garantire una migliore performance

Infine, per quanto riguarda l’ambito clinico/sociale la società offre sostegno al personale socio-sanitario e rieducativo e corsi di formazione con temi come l’educazione all’affettività, la resilienza, lo stress e il burn out… anche, e soprattutto, in ambito scolastico.

Gli ambiti e i temi trattati sono veramente molti, tutti con un orientamento verso il potenziamento del singolo e delle sue competenze.
L’idea mi sembra molto interessante e attuale in un’ottica di benessere e empowerment! Vi consiglio di dare una sbirciatina al sito…ne vale la pena!

www.skillflow.it

Convegno “Spazio pubblico e benessere soggettivo”: 20 maggio presso l’Università Cattolica

maggio 14, 2010

Oggi vi presento un convegno che avrà luogo giovedì 20 maggio 2010 presso l’Università Cattolica, Sede di Via Nirone sul tema del legame tra psicologia e architettura dal titolo “Spazio pubblico e benessere soggettivo”.

Vi avevo già parlato parecchio tempo fa dell’importanza, secondo il mio punto di vista e quello di altri professionisti puù esperti di me, di mettere in rapporto e interazione discipline diverse che potrebbero contribuire insieme a migliorare la società.
Far dialogare architettura e psicologia assume così un ruolo importante specialmente quando si va a lavorare sul legame che si può venire a creare tra spazio pubblico e benessere soggettivo e sul tema della progettazione e dell’uso degli spazi condivisi di una città.

La riflessione del seminario si focalizzerà su alcune domande: quali emozioni si vivono oggi nelle piazze milanesi? Quali spazi e luoghi architettonici riflettono o al contrario respingono i bisogni di funzionalità, socializzazione, sicurezza e bellezza di chi li vive oggi?

Il seminario vuole essere un’occasione di dialogo tra le due discipline, oltre i rispettivi confini da addetti ai lavori, un incontro tra linguaggi e saperi differenti per prefigurare ambiti possibili di lavoro comune.
Parteciperanno al convegno diversi esperti dei 2 settori portando diversi modi di leggere e analizzare il tema

  • Prof.ssa M. Rita Ciceri – Università Cattolica Milano,
  • Prof.ssa Gabriella Gilli – Facoltà di Psicologia Università Cattolica, Psicologia dei linguaggi artistici.
    > Estetica e fruizione dello spazio pubblico.
  • Arch. Pietro Carlo Pellegrini – direttore scientifico MAsp, master di secondo livello “Il progetto dello spazio pubblico” Celsius Lucca
    > Il progetto dello spazio pubblico – esperienze raccontate.
  • Dott. Marco Costa, Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Psicologia.
    > Spazio pubblico: psicologia, comportamenti, cognizioni.
  • Arch. Sebastiano Brandolini
    > Camminare nella città.
  • Dott.ssa Marisa Cengarle, Presidente Forum Cooperazione e Tecnologia
    > Costruire insieme il futuro di una comunità urbana: idee ed esperienze per infrastrutture progettuali partecipate.
  • Studenti Laurea Specialistica Comunicazione per il benessere. Laboratorio in collaborazione con Dagad a.a. 2008/09 e 2009/10
    > Piazze e Non-Piazze. Dati sul benessere soggettivo di tre piazze milanesi

L’appuntamento è per giovedì 20 maggio, dalle ore 15 alle ore 19, presso la sala 110 nella Sede di Via Nirone!

Uno spot sullo stress da traffico!

marzo 25, 2010

E dopo avervi descritto brevemente di cosa si tratta quando si parla di Traffic Stress Sindrome vi presento una pubblicità progresso, creata da due mie colleghe studentesse (Elisabetta Bassani e Laura Barlocco) creato per promuovere la presa di consapevolezza del problema e cercare di far capire alla gente comune come lo stress possa avere ripercussioni sulla loro salute, fisica e mentale.

come già detto, il tema dello stress da traffico non è mai stato particolarmente trattato, nè dalla psicologia, nè da altre discipline. Con la nascita della psicologia del traffico però si crede oggi che sia molto importante andare a lavorare non solo sui meccanismi percettivi e decisionali che intervengono durante la guida, ma anche sui fattori psicologici che possono entrare in gioco e produrre una riduzione del benessere, proprio come lo stress.

Il video appare così uno dei pochi esempi di attenzione a questo concetto e diventa un importante mezzo per farprendere consapevolezza alla gente comune che il problema esiste…e purtroppo colpisce quasi la metà della popolazione!

I Serious Game in emergenza: il pericolo degli incendi

gennaio 15, 2010

Vi avevo già parlato tempo fa dei Serious game e dell’importanza dell’uso della realtà virtuale nella pratica psicologica.
Oggi voglio parlarvi di un videogame che rientra all’interno dell’ambito della psicologia dell’emergenza. Il gioco ha l’obiettivo formativo di trasmettere alcune conoscenze fondamentali di sicurezza personale nelle situazioni di incendio.

Giocando ad un videogioco dove lo scopo e’ salvarsi da un’incendio abbiamo modo di sperimentare tutte le azioni positive e negative e di apprendere i loro effetti in un modo molto diverso e piu’ efficace di quello tradizionale.
Il problema della comunicazione dell’emergenza è importante: anche di fronte a volantini o fogli appesi alle porte che contengono tutte le istruzioni su come comportarsi in caso di pericolo i soggetti non mettono in pratica quanto scritto perche’ di fronte ad una situazione non familiare e stressante scattano spesso comportamenti automatici.
Il video qui sotto mostra alcuni esempi di situazioni che si possono sperimentare nel serious game: imparare dove sono gli allarmi e come azionarli, abbassarsi se e’ presente del fumo nella parte alta di un corridoio, imparare che non va preso l’ascensore, familiarizzare con l’ubicazione e la struttura delle scale di sicurezza e con i tempi di evacuazione

Un’altra cosa interessante e’ che, siccome e’ ambientato in una riproduzione fedele di un’edificio reale,  l’analisi visuale può mostrare come sia necessario modificare il reale al fine di renderlo più sicuro o più comunicativo circa i rischi.
Infine, una cosa curiosa accaduta nella valutazione e’ che molti utenti si sono lamentati di come il personaggio “vada troppo piano”: peccato che il personaggio andasse invece alla velocita’ corretta che una persona media avrebbe dentro l’edificio!

Informazioni piu’ tecniche su questo progetto sono reperibili nell’articolo presentato alla prima IEEE Conference on Games and Virtual Worlds for Serious Applications, scaricabile a questo link.

Conferenza “Comunicazione per la salute”. 26-28 novembre, Università degli Studi di Milano

novembre 23, 2009

Come la comunicazione può mettersi al servizio della salute? Come e quanto i due temi sono legati nell’ambito della psicologia? Sicuramente molto e ne è la riprova la conferenza “ Comunicazione per la salute” che si terrà presso l’Università degli Studi di Milano, dal 26 al 28 novembre.

Essa vuole essere la prima occasione di riunione scientifica per tutti i ricercatori italiani attivi nel campo della comunicazione in medicina e si rivolge in particolare ai medici, ma anche psicologi, infermieri e altre figure professionali.
La conferenza è articolata in due giornate e mezzo e organizzata in sessioni parallele in cui si alterneranno la presentazione di più simposi, workshop e comunicazioni scientifiche, in modo tale da permettere ai partecipanti di scegliere di seguire gli argomenti che più interessano.

L’evento prevede la partecipazione di numerosi personaggi di spicco a livello universitario nazionale, ma anche internazionale e credo possa trattarsi di una opportunità veramente interessante.
L’unico limite? Il costo! La quota intera è di 250 euro, ma il convegno è gratuito per gli studenti.

Ecco alcuni dei temi trattati:
– Comunicazione e fine della vita
– Comunicazione e psico-oncologia
– Comunicazione paziente difficile
– La comunicazione nell’emergenza sanitaria
– La comunicazione nella malattia cronica
– La gestione delle cattive notizie
– Lo psicologo e la comunicazione per la salute

Per informazioni: www.centrocura.info
Clicca qui per scaricare l’allegato.

La Brain-computer interface

giugno 5, 2009

Una Brain-computer interface (BCI) rappresenta un mezzo di comunicazione diretto tra un cervello (o più in generale parti funzionali del sistema nervoso centrale), e un dispositivo esterno quale ad esempio un computer. Nelle classiche BCI mono-direzionali, il dispositivo esterno riceve comandi direttamente da segnali derivanti dall’attività cerebrale. Le BCI bi-direzionali combinano il descritto canale di comunicazione con una linea di ritorno che permetterebbe lo scambio di informazioni tra il dispositivo esterno e il cervello.

Si tratta di una tecnologia emergente con interessanti applicazioni in campo neuroriabilitativo. In questo video, due persone giocano al celebre videogame “Pong” utilizzando le proprie onde cerebrali per spostare le racchette. Non è impressionante???

Psicologia e architettura

aprile 23, 2009

Oggi voglio parlarvi del legame tra psicologia e architettura. Per fare ciò vorrei collegarmi a un’esercitazione svolta all’interno del Corso di Psicologia della Comunicazione e dei Linguaggi della prof.ssa Maria Rita Ciceri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel corso del passato anno accademico. Il laboratorio partner di questa esercitazione è il laboratorio DAGAD. Si tratta di un centro di documentazione e di studi sulla Architettura e il Design, inserito nel complesso culturale “Fabbrica del Vapore” a Milano, attivo dall’inizio del 2002. Scopo principale di questo è conoscere e documentare l’attività di architetti e designers, con particolare attenzione ai giovani. Università, studiosi, editori, stampa specializzata, fiere, committenti pubblici e privati sono i potenziali fruitori del centro. Oltre all’attività di documentazione, il laboratorio DAGAD sviluppa diverse iniziative di formazione e divulgazione, attraverso eventi culturali, corsi, workshop, mostre, pubblicazioni, video, attività multimediali. Proprio legato a questo tipo di attività il DAGAD ha proposto una collaborazione con gli studenti dell’Università cattolica. Dopo aver analizzato come si manifesta il linguaggio architettonico e il complesso rapporto che si instaura con la psicologia della comunicazione ai diversi gruppi creati è stato chiesto di raccogliere dati e creare delle statistiche riguardo alla percezione che la gente ha di Piazza Cadorna a Milano (tramite questionari, fotografie, mappe emozionali..) Questo è un esempio concreto di come la psicologia può essere applicata all’architettura e al design e trovare nuove aree professionali, innovative e poco diffuse.

Sito laboratorio DAGAD: http://www.laboratoriodagad.it/

 Sito esercitazione Università Cattolica: http://www.laboratoriodagad.it/lezione%20cattolica.htm


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