Posts Tagged ‘Crisi’

Terremoto in Abruzzo: aiuto psicologico anche ai soccorritori.

aprile 21, 2009

Ritornando a parlare di recupero psicologico una notizia di ieri riporta l’attenzione sull’importanza del sostegno non solo alle vittime di traumi, ma anche ai soccorritori che si trovano ad aiutarle…

(AGI) – Torino, 20 apr. – Aiuto e supporto psicologico non solo alla popolazione colpita dal sisma ma anche a quanti, da tre settimane, si prodigano per portare aiuto. Il Comitato Regionale della Croce Rossa del Piemonte, d’intesa con alcuni partner ha predisposto una task force pronta ad intervenire a supporto dei soccorritori piemontesi della Cri al rientro in Piemonte. Con la Cri piemontese collaborano la Croix Rouge Francaise, la facolta’ di psicologia dell’universita’ di Torino, il dipartimento di psicologia dell’universita’ di Pavia, la regione autonoma Valle d’Aosta, il Fondo Formacion Euskadi – Centro di formazione basco, Impact – Fondazione per lo studio dei disagi psicosociali e Sinergie srl di Torino. Si tratta dei partner attivi nel progetto “Red” (Reinforce Rescuers Resilience by Empowering a well being Dimension), che negli ultimi due anni ha approfondito quei fattori, che aiutano i soccorritori a rinforzare le proprie risorse per reagire e ritornare alla vita di tutti i giorni. (AGI)

Un sito apposito ospita materiali e risultati del progetto, che è stato portato a termine anche grazie al contributo della Commissione Europea – DG ENV – Civil protection
http://www.cri.piemonte.it/progetti/red/
Articolo tratto da: http://www.psicologia-oggi.it/

La psicologia dell’emergenza

aprile 18, 2009

Avendo inserito un post che riguarda il ruolo della psicologia nelle situazioni di traumi e calamità naturali, mi sembra necessario parlare un po’ di questo nuovo e emergente ambito della psicologia denominato proprio Psicologia delle emergenze.

Si tratta di un settore della psicologia che si occupa degli interventi clinici e sociali in situazioni di calamità, disastri ed emergenza/urgenza e, nello specifico, studia il comportamento individuale, gruppale e comunitario in situazioni di crisi. In sintesi, mentre gran parte della psicologia tradizionale si occupa dei processi psichici (cognitivi, emotivi, psicofisiologici, etc.) che avvengono in condizioni “normali”, la psicologia dell’emergenza si occupa di come tali processi vengano ad essere rimodulati e modificati nelle situazioni di crisi e trauma. Gli ambiti e gli oggetti di studio di questa branca sono numerosissimi: dallo studio di come un bambino si rappresenta cognitivamente, e cerca di trovare coerenza in una situazione di emergenza a come la comunicazione interpersonale viene alterata nelle interazioni sociali che avvengono in una situazione di rischio. Dal punto di vista strettamente clinico la psicologia dell’emergenza si occupa principalmente della formazione preventiva al personale del soccorso e di attuare interventi immediati di supporto sulla scena e di consulenza diretta alle vittime “primarie” (i soggetti direttamente coinvolti dall’evento critico) e alle “secondarie” (parenti e/o testimoni diretti dell’evento). La peculiarità dello psicologo dell’emergenza non sta solo nella capacità clinica di consulenza alle vittime, ma deve possedere un’approfondita conoscenza del sistema dei soccorsi e della sua organizzazione e essere specializzato nella gestione emotivo-relazionale delle situazioni di crisi. Inoltre deve avere competenze sociali circa i fenomeni della “percezione del rischio” (Risk Perception) e della “comunicazione del rischio” (Risk Communication). In generale si può dire che oltre ad occuparsi della “clinica” deve essere in grado di gestire lo scenario psicosociale e comunitario, all’interno del quale è avvenuta l’emergenza. Data la loro frequente interazione con i processi emotivi traumatici del particolare tipo di pazienti con cui operano gli psicologi dell’emergenza sono in media più soggetti a rischi di traumi e vissuti di controtransfert e quindi necessitano di continue supervisioni e de briefing.

Per chi fosse interessato:

Rivista di Psicologia dell’emergenza e di Assistenza umanitaria: http://www.psicologiperipopoli.it/La%20rivista.html

Associazione Italiana di Psicologia dell’Emergenza: http://www.psiemitalia.org/home.asp

Blog di approfondimento: http://psicologiaemergenza.blogspot.com/

Terremoto in Abruzzo: l’importanza del recupero psicologico e della Clown Therapy per i bambini.

aprile 16, 2009

Di ritorno dalle vacanze pasquali, con l’obiettivo di aggiornare il blog, non posso far altro che parlare del terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo durante la prima settimana di Aprile. Sono stati tanti i servizi e gli approfondimenti trasmessi dalle televisioni, comparsi sui giornali…si è parlato di colpe, di responsabilità, di cause…. Senza ricadere nella banalità o apparire ripetitiva, penso che il mio unico compito sia quello di aiutare i profani a prendere una maggiore consapevolezza delle conseguenze psicologiche che possono nascere in seguito ad un avvenimento di questo tipo. Si tratta di cercare di compiere una recupero psicologico per persone che hanno perso tutto e i numerosi professionisti che si sono recati sul posto stanno operando in questa direzione. Chi perde casa e lavoro perde principalmente la sicurezza: vengono a mancare certezze e le basi fondanti della propria esistenza. Questo non può che avere come conseguenza un enorme stress mentale e una sensazione di impotenza. Inoltre lo shock di fronte a questo trauma può bloccare anche le funzioni più semplici come quella del bere, aumentando il rischio di disidratazione. Rispetto alla normale vita quotidiana nel vivere da sfollati vi è anche uno sfasamento del normale ciclo sonno-veglia, aggravato dal fatto che il trauma è avvenuto durante il sonno. Questo porta sicuramente ad avere difficoltà a dormire serenamente e, spesso, rivivere l’incubo del crollo e della notte del trauma.

Ma come aiutare queste persone? Gli psicologi presenti sul posto si stanno attivando per creare dei gruppi di supporto e di ascolto, per condividere sensazioni ed esperienze e far sentire gli abruzzesi meno soli. Fondamentale è poi il recupero dei bambini. Ridare loro la possibilità di giocare, divertirsi e soprattutto sorridere è fondamentale! Entrano in gioco così i “Clown”, psicologi che applicano la Patch Therapy, con lo scopo di ridare sorriso ai bambini. Per chi fosse maggiormente interessato vi consiglio di visitare il sito del Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna.

http://www.maracarfagna.net/


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