Posts Tagged ‘Educazione’

Happy Child: un nido…tempestivo!

settembre 1, 2010

Le vacanze sono finite ed è ora di rinizare il normale tran-tran quotidiano…ricominciano lavoro, scuola, università…e perché no…anche gli asili!
Ecco allora un buon pretesto per parlare di una “catena” dia sili, se così si può definire denominata Happy Child.
Qual è la loro particolarità? Sono basati sulla cosiddetta educazione tempestiva. DI cosa si tratta e come funzionano? A voi la lettura!

L’istituzione Happy Child è una realtà educativa a sostegno della famiglia e della professione presente su tutto il territorio nazionale.
Essa può essere definita come:

  • Un progetto pedagogico basato sull’Educazione Tempestiva che nasce come programma didattico indirizzato alla prima infanzia (0-6 anni). La metodologia applicata, parte dal presupposto che nei primissimi anni di vita risulta più naturale per il bambino sviluppare attitudini  e buone abitudini.
  • Un servizio sociale in quanto presta aiuto alle famiglie nell’educazione dei bimbi, collabora con le aziende, supporta le Istituzioni e crea molti nuovi posti di lavoro per donne giovani e meno giovani.
  • Un’idea imprenditoriale rivolta soprattutto alle le donne basata sul presupposto che molte  donne  sono dotate  di capacità imprenditoriali e formative che sovente restano inespresse principalmente per la necessità di curare i figli.

La mission principale dell’istituzione è quella di sostenere e affiancare la famiglia nei suoi compiti educativi svolgendo alcuni compiti:

  • Realizzare asili per la prima infanzia attraverso un processo pedagogico innovativo basato sulla scoperta che nei primissimi anni di vita i bambini hanno una eccezionale capacità di apprendimento se stimolati opportunamente.
  • Utilizzare quanto sopra per creare opportunità di lavoro per tante donne giovani e meno giovani.

Gli asili Happy Child, in particolare, si pongono come scopo principale la promozione e la formazione completa della persona, rispettandone le caratteristiche peculiari e curandone l’aspetto affettivo, conoscitivo – intellettivo, umano e spirituale.

2 sono i principi base dell’educazione:

  • L’importanza del gioco. La capacità di giocare è vista come un  indice molto importante del benessere psicologico di  ogni bambino. Il gioco è l’attività spontanea principale e l’adulto deve proporre al bambino attività adeguate alle curiosità e al bisogno di esperienza della fase di sviluppo.
  • L’educazione tempestiva. Essa mira a sviluppare tutto il potenziale intellettuale e fisico dei bambini fornendo ai bambini tecniche  e stimoli adeguati nel periodo più propizio. Durante questi periodi (chiamati periodi sensitivi) il bambino si divertirà nell’apprendimento e collaborerà con entusiasmo ed interesse.

L’educazione tempestiva diventa un nuovo modo per fare educazione, centrato sulla persona in tutte le sue dimensioni. Il presupposto teorico è quello della plasticità cerebrale e della presenza dei periodi sensitivi. Ecco i principali:

Deambulazione = 0-2 anni
Nuoto = 1-7 anni
Equilibrio = 2-6 anni
Lettura = 2-8 anni
Lingua straniera = 1-8 anni
Scoperta dell’Io = 2-4 anni
Gioco = 1-7 anni

L’apprendimento all’interno dell’asilo avviene seguendo alcuni principi base:

  • utilizza la sperimentazione sensoriale
  • mantenere alto il livello di motivazione nel bambino
  • educazione basata sul gioco e sul divertimento, senza fatica
  • organizzazione dei tempi sulla base dei ritmi dei bambini

www.happychild.it

“La cena” di Herman Koch: un libro che vale la pena di leggere

giugno 11, 2010

Ho appena finito di leggere un libro che mi ha sorpreso, in tutti i sensi.
Si tratta di “La cena” di Herman Koch uscito in Olanda nel 2009, distribuito in tutta Europa e ora diventato un best-sellers.

Non sapevo della sua esistenza, devo ammetterlo. A farmelo conoscere e a propormelo come lettura interessante è stata una mi professoressa universitaria: “Vi consiglio di leggerlo!E’ scritto bene e secondo me fornisce molti spunti di riflessione”… e aveva ragione!

Incuriosita appena ho potuto l’ho acquistato. Devo dire che all’inizio non mi ha entusiasmato… presa dagli esami e da mille altri impegni l’ho un po’ abbandonato.. e senza continuità nessun libro riesce a prenderti!
Poi ho iniziato a leggerlo seriamente e l’ho finito come si suol dire “tutto d’un fiato”.
Senza svelare la trama (che è di per sé intrigante) provo a raccontarvi un po’ di cosa parla!

È la storia di due famiglie. Due coppie di genitori e due figli. I mariti sono tra loro fratelli, i fratelli Lohman. Serge Lohman è candidato alle elezioni per diventare Primo Ministro Olandese.
Tutto il romanzo si svolge in un ristorante (uno più lussuosi dell’Olanda) e la narrazione è scandita dalle diverse portate e dai diversi omenti della cena. La voce narrante è quella di Paul, fratello di Serge e marito di Claire.
Perché le due coppie si ritrovano a cena? Per parlare del futuro dei loro figli, Michael e Rick. Cosa abbiano commesso di così grave i ragazzi non posso svelarlo: chi volesse leggere il libro perderebbe un elemento di sorpresa importante. Dico solo che si tratta di un reato. Un reato che come tale ha in sé un forte elemento di immoralità e che è stato compiuto da 2 quindicenni.

Tutta la storia ruota intorno a questo fatto. Chi sa cosa? Tutti sono a conoscenza di tutti i fatti? Oltre al reato in sé c’è altro che mina la posizione dei due ragazzi? E c’è qualcun altro coinvolto? Che ruolo ha Beau, figlio adottivo di Serge e quindi fratello di Rick?
Le risposte verranno svelate piano piano, nel corso del racconto scritto con molta bravura stilistica e in grado di catturare l’attenzione e far sentire il lettore dentro la storia.
Già, perché il tema della moralità è uno dei più rilevanti oggi. Cos’è morale? Cosa si è disposti a fare per la propria (presunta) felicità? E per il bene dei propri figli? Io non sono una persona che può essere descritta come eccessivamente moralista… ho valori che seguo, ma non sento di attaccare moralmente molte cose. Alcune affermazioni proposte da Paul però sì! 🙂
I personaggi appaiono tutti descritti con dovizia di particolari. L’autore crea per ognuno di essi un profilo psicologico specifico e originale. E anche sotto questo punto di vista il libro sorprende.
Chi all’inizio è descritto come interessato solo al successo, egoista e ambizioso risulta essere l’unico in grado di mettere da parte sé stesso e di vedere con occhi “sani” la situazione.
Claire, la moglie di Paul, che inizialmente appare come perno portante della famiglia e della sua felicità, persona calma e ragionevole finisce per mostrare un lato di sé inaspettato e sconvolgente.
E infine Paul, filo conduttore della narrazione, di cui vengono raccontati anche eventi passati sottoforma di flashback, personaggio dai tratti psicologici inquietanti, freddo e cinico, ma nello stesso tempo impulsivo e violento che spiazza continuamente il lettore.

In conclusione posso dire che è un libro che vale la pena di leggere. È un libro che stimola la riflessione, fa nascere domande, ma ti porta anche a darti delle risposte!
E poi, dal punto di vista psicologico, fornisce mille spunti interessanti. Quale moralità? Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Ma anche una riflessione a livello di educazione: quanto l’educazione influenza il comportamento dei figli? Tutte domande velate dal dubbio (che emerge anche in questo caso in modo sorprendente dal finale) di una possibile malattia mentale (di cui non viene fatto nome) trasmessa da padre in figlio…

È veramente la prima volta che finisco un libro con questo sentimento di inquietudine e sopresa. Il finale è sconvolgente. Tutto il libro mano a mano che viene letto è sconvolgente. Ed è proprio questo che lo rende un libro che vale la pena di leggere.


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