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Ancora IAT! Scopri anche tu le tue associazioni implicite!

marzo 11, 2010

Oggi vi parlo nuovamente dello IAT. Ve ne avevo già parlato qualche mese, ma vi ripeto brevemente di cosa si tratta…

Lo IAT è uno strumento che misura la forza dei legami associativi tra 2 diversi concetti. E’ una procedura che veine utilizzata per indagare diverse aree e concetti psicologici.
Consiste in una serie di prove di categorizzazione: in ognuna di esse al soggetto viene chiesto di classificare lo stimolo che compare il più velocemente ed accuratamente possibile. Gli stimoli sono generalmente parole o immagini e appartengono a quattro diverse categorie: due di queste categorie rappresentano dei concetti , mentre le altre due rappresentano due attributi opposti bipolari.

Questo in breve di cosa si tratta. Ai tempi vi avevo anche proposto di porvare a “sottoporvi” ad uno IAT che andava a misurare l’autostima: il legame associativo tra sè e una concezione positiva.

Oggi vi propongo un sito americano che oltre a presentare brevemente lo strumento propone diverse tipologie di applicazione di esso. Si va dai temi della discriminazione tra le razze, alla disabilità, fino alla religione.
Provateci…e mgari scoprirete qualcosa in più sulle vostre associazioni implicite!

https://implicit.harvard.edu/implicit

L’Implicit Association Test (IAT)

marzo 20, 2009

L’Implicit Association Test (IAT) è uno strumento che è stato sviluppato per studiare la forza dei legami associativi tra concetti rappresentati in memoria (ad es. il legame tra concetto di sé e quello di positività’ o ‘negatività’). Non si tratta di un singolo test standardizzato, ma di una procedura, utilizzabile per indagare diversi tipi di concetti psicologici. Le applicazioni iniziali di questo strumento hanno riguardato soprattutto l’indagine del pregiudizio e in generale l’ambito della psicologia sociale, ma col tempo esso è stato applicato anche all’interno della psicologia clinica, per lo studio delle fobie, degli atteggiamenti verso il cibo…

Lo IAT viene somministrato attraverso il computer. Consiste in una serie di prove di categorizzazione: in ciascuna di queste prove, sul monitor compare uno stimolo e al partecipante viene chiesto di classificarlo, il più velocemente ed accuratamente possibile. Gli stimoli sono generalmente parole o immagini e appartengono a quattro diverse categorie: due di queste categorie rappresentano dei concetti (es. persone bianche e nere, oppure donne e uomini), mentre le altre due rappresentano due attributi opposti bipolari (es. positivo e negativo, oppure estroverso e introverso). Ogni volta che uno stimolo appare sul monitor, il rispondente lo deve ricondurre alla categoria di riferimento. Un aspetto fondamentale dello IAT consiste nel fatto che il partecipante ha a disposizione due soli tasti di risposta e perciò a ciascuno dei tasti sono associate due categorie di risposta.

La logica sottostante allo IAT è semplice: se nella rappresentazione cognitiva di una persona esiste una forte associazione tra un concetto ed un attributo, allora il compito nel quale questi sono associati nella risposta sarà più facile, rispetto al compito in cui essi richiedono risposte diverse. Questa maggiore o minore facilità si manifesterà nella velocità e nell’accuratezza della prestazione ed è indice di una tendenza o un atteggiamento (per esempio, tanto maggiore è la facilità con cui le persone bianche associano le foto di persone nere a concetti negativi, tanto maggiore è il grado di discriminazione che esse tendono ad avere nei confronti dei Neri).

Per avere delle informazioni in più su questo strumento vi invito a visitare il sito di Cristina Zoigmaster ricercatrice del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, da cui ho tratto tutta questa introduzione teorica. E per capire meglio e in modo più divertente come si svolge questo test vi propongo di provare a farlo…ecco il link, sempre preso dal sito sopra citato, per provare in prima persona ad effettuare un IAT relativo all’autostima personale. Provateci!


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