Posts Tagged ‘Life skills’

Problem solving: la risoluzione costruttiva dei problemi

luglio 19, 2011

La terza life skills che rientra, insieme alle 2 precedenti, nel più vasto insieme delle life skills cognitive è il problem solving.

Probabilmente il termine vi è familiare. È infatti molto usato in ogni campo in cui entra in gioco l’attività mentale di “risoluzione dei problemi”. Ma di cosa si tratta?

Il problem solving viene definito come la capacità di risolvere in modo costruttivo i problemi. In modo più preciso questa life skills si definisce come “la capacità di un individuo di mettere in atto processi cognitivi per affrontare e risolvere situazioni reali e interdisciplinari, per le quali il percorso di soluzione non è immediatamente evidente.
Esistono 2 categorie di problemi principali: problemi cognitivi e problemi interpersonali. Ciò che li accomuna è il fatto che entrambi prevedono una discrepanza tra stato iniziale e stato finale e richiedono, quindi, una soluzione.
Il problem solving cognitivo è incentrato su cognitivi, situazioni caratterizzate da insoddisfazione e desiderio di  cambiare la struttura di un insieme di dati per raggiungere un certo obiettivo
Il problem solving interpersonale, invece, è il processo attraverso il quale i soggetti acquisiscono una serie di abilità sociali per risolvere problemi legati alle relazioni. Esso richiede la capacità di riconoscere i propri sentimenti e la capacità di decentramento dal proprio punto di vista per comprendere quello dell’altro.

Il processo di risoluzione dei problemi richiede diverse fasi:

  • Riconoscimento del problema
  • Identificarne la natura
  • Generare diverse alternative di soluzione
  • Valutare le più adatte
  • Valutare l’efficacia dell’approccio scelto
  • Attuare la soluzione
  • Valutare i risultati

Ritornando allo schema di riferimento dei due diversi sistemi cognitivi proposto da Kahneman  si può dire che questa life skills richiede prima la disattivazione del sistema 1, degli automatismi per potersi esprimere.
Le persone che sanno risolvere bene i problemi sono quelle che sanno usare la cosiddetta cognitive reflection:  sanno attivare il sistema 2 e disattivare il sistema 1.
Si potrebbe dire, anzi, che i bravi risolutori di problemi sono quei soggetto che sanno attivare un ipotetico sistema 3 di ragionamento, che implica la capacità di cambiare il punto di vista e generare ipotesi alternative.
Se grazie al sistema 3 vi è un allargamento di prospettiva e viene favorita la ricerca di alternative, grazie al sistema 2 si ha l’analisi delle varie opzioni e valutazione.

Per saper risolvere bene i problemi sono richieste, quindi, sia capacità di pensiero divergente (per generare alternative nuove), sia capacità di convergenza (per giungere a definire la soluzione migliore).

 

 

 

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Pensiero critico: l’abilità di analizzare e valutare le informazioni

giugno 25, 2011

(http//www.flickr.com/photos/darkroses)

La seconda life skills che vi presento oggi è il pensiero critico.

Il pensiero critico è l’abilità che ci consente analizzare in modo oggettivo le informazioni che già si possiedono, valutare e interpretare dati e esperienze al fine di giungere a conclusioni chiare e precise.
Avere buone capacità di riflessione di analisi critica della situazione non porta necessariamente a giungere alla conclusione vera: porta però sicuramente e crearsi un giudizio personale, attento e libero da pregiudizi.

Due autori in particolare, Facione e Ennis, hanno proposto un modello del pensiero critico.
Secondo questi autori esso è fondamentale per saper valutare le informazioni e ben progettare le azioni. Si tratterebbe non di una singola life skills ma di un insieme di sotto skills che portano il soggetto a saper svolgere 5 diverse operazioni:

  • Chiarificazione = capacità di focalizzare la questione e attribuire ad essa un significato
  • Analisi = capacità ad articolare la questione nei suoi aspetti diversi, analizzandone anche i punti impliciti
  • Valutazione = saper accertare il valore delle fonti di informazione verificandone l’attendibilità, l’accordo tra esse, la credibilità…
  • Influenza = capacità di ampliare i dati di partenza, tramite inferenze e deduzioni
  • Controllo = abilità nel saper monitorare il ragionamento durante tutto il processo

Come tutte le life skills ogni singola sotto skills può essere insegnata e ampliata con diversi interventi.

Riprendendo come spunto il modello di Kahneman esposto nel precedente post si potrebbe affermare che potenziare il pensiero critico significa aiutare le persone a passare dal’utilizzo del sistema 1 all’utilizzo del sistema 2.

In conclusione si può dire che il pensiero critico rientra di diritto tra le principali life skills in quanto permette di analizzare le esperienze in maniera obiettiva e può contribuire alla promozione della salute, aiutando i soggetti a riconoscere e valutare i fattori che influenzano i propri atteggiamenti, valori, comportamenti di salute e a limitare le influenze dei coetanei e dei mass-media.

Decision making: come si prendono le decisioni

giugno 20, 2011

Lo studio e la tesi rubano tempo e energie…ma dopo due mesi riesco a tornare a scrivere! 🙂

Oggi tocca a una delle tante life skills, come promesso…il decision making!

Per decision making si intende la capacità di prendere decisioni in modo consapevole e costruttivo, considerando le  varie opportunità e conseguenze.
Non si tratta solo dell’abilità nel valutare le alternative possibili, ma anche la capacità di scegliere l’azione migliore da compiere.
L’obiettivo del potenziamento di tale life skills è quello di portare il soggetto nella condizione di poter scegliere in modo autonomo dopo aver valutato vantaggi e svantaggi della situazione, evitando la fuga, il ritardo della scelta o le decisioni d’impulso.

Uno dei possibili riferimenti teorici da cui aprtire per studiare il decision making è il modello di funzionamento mentale proposto dal premio Nobel per l’economia (nonchè illustre psicologo) Kahneman.
Secondo questo autore la mente davanti alle informazioni le elabora e produce 2 tipi di outupt: le impressioni (automatiche e non controllate) e i giudizi  (frutto di ragionamento e riflessione sulle informazioni).
A questi due output corrisponderebbero 2 sistemi cognitivi:

  • il sistema 1: veloce, implicito, che lavora in parallelo, automatico e che produce le impressioni
  • il sistema 2: lento, faticoso, controllato, esplicito, non influenzato dalle emozioni, che dà vita ai giudizi.

A partire da questo modello la presa di decisione può avvenire in due modi diversi: si avrà una scelta rapida e influenzata dalle emozioni se si attiva il sistema 1 e una scelta lenta e razionale se si attiva il sistema 2.

Un altro dei modelli più conosciuti sullo studio del decision making è l’investiment theory di Stenberg che si basa sull’assunto che i soggetti cercano di investire poco e ottenere tanto e sono molto  attenti al rapporto tra costi e benefici.

Nella scelta tra 2 opzioni il processo mentale naturale sarebbe allora il seguente:

  • analisi degli “investimenti” richiesti dalle 2 situazioni (costi, possibili perdite..)
  • analisi dei vantaggi che si potrebbero ottenere
  • calcolo rapporto tra costi e vantaggi

In base a questo rapporto vi sarebbe poi la scelta di quale opzione accettare.

In generale, per prendere una buona decisione, il processo dovrebbe essere articolato in 5 fasi:

  1.  la creazione di un contesto adatto a prendere decisioni efficaci
  2. l’inquadramento del problema: vedere il problema da diverse prospettive mettendo in atto anche il pensiero creativo
  3.  la creazione di alternative stra cui scegliere: creare alternative fattibili utilizzando brainstorming e attività di imamginazione
  4. la valutazione delle alternative: analizzando costi e benefici, impatto finanziario, tempo, fattibilità, risorse, rischi….
  5. la scelta dell’alternativa migliore.

Life Skills: “le competenze per la vita”, ovvero le competenze psicosociali per affrontare al meglio le esigenze della vita

aprile 13, 2011

 

Oggi parliamo di Life Skills. Ma cosa sono? Quali sono? Come si potenziano?

Bada definisce le life skills come competenze i carattere cognitivo, sociale, emotivo e relazionale psicosociali che consentono di affrontare al meglio le esigenze e i cambiamenti che la vita quotidiana presenta.
Il tema delle life skills si inserisce e assume importanza con lo sviluppo, in psicologia, del modello bio-psico-sociale orientato allo studio della persona come sistema complesso e integrato e della cosiddetta psicologia positiva. Con questo cambio di rotta si passa dal semplice concetto di cura a quelli di prevenzione e promozione.
Ed  è proprio a livello di promozione che si lavora agendo sul potenziamento delle life skills, principalmente con soggetti giovani.
Si tratta di un insieme di abilità attraverso le quali le persone mantengono una condizione di benessere mettendo in atto comportamenti positivi ed  adattivi. Letteralmente il termine life skills è composto da Skills  (abilità) e Life (riferimento al più ampio orizzonte della vita nel suo completo).
Le 3 sfere di competenze principali sulle quali si lavoro sono la sfera cognitiva, quella relazionale e quella emotiva.

Per l’OMS e l’UE negli ultimi anni la Life Skills Education è diventato uno degli obiettivi primari dell’educazione. All’interno del concetto di dovere/diritto dei giovani di oggi di assumersi la responsabilità della propria salute un’educazione, principalmente scolastica, orientata all’empowerment di tali abilità fondamentali nella vita di ognuno rappresenta una strategia di promozione e prevenzione fondamentale.
Da un’educazione passivizzante, senza motivazioni e proponendo delle soluzioni preconfezionate si passa a un’educazione basata sul potenziamento e sull’assunzione di responsabilità da parte del singolo.
Il lavoro sulle Life Skills può portare a effetti significativi sia sul benessere mentale, che sulla salute fisica e sul comportamento dei soggetti.
Si arriva così a creare un vero e proprio circolo virtuoso: maggiori competenze e abilità vengono acquisite, maggiori saranno le opportunità per potenziare le stesse.
Come detto le life skills possono essere distinte in cognitive (problem solving, decision making, creatività…), emotive (empatia, gestione dello stress..) e relazionali (capacità relazionali).

Dalla prossima volta vedremo, una per una, le principali life skills studiate!
A presto!

Nasce la “Palestra della creatività e dell’innovazione”

novembre 15, 2009

Allenare la mente, tenere in forma il cervello per rispondere alle sfide della competizione globale? Sembra una cosa strana ma creare una “palestra per il cervello” non è così impossibile.

Nasce infatti a Potenza,  coerentemente con le finalità della Commissione Europea, la “Palestra della creatività e dell’innovazione” dove giovani laureati, inoccupati, docenti, manager… possono seguire veri e propri corsi orientati allo sviluppo di attività mentali, creative, di consolidamento del pensiero e della conoscenza.

L’ideatore Vincenzo Fierro dice: “Se c’è un momento nel quale diventa vitale puntare sull’innovazione è proprio quello di crisi perché è con le buone idee che si può dare nuovo slancio all’economia”. “C’è poco spazio per l’ immaginazione, scarsa propensione ad aprirsi a idee e progetti innovativi, poca passione e condivisione”.

La palestra rivolge le sue attività soprattutto a laureandi e laureati (in particolare scienze della comunicazione, architettura, ingegneria, marketing, designer, economia, psicologia, informatica), ma anche a docenti, impiegati, pubblici decisori, imprenditori, dirigenti di enti, aziende ecc..

Maggiori informazioni: www.circoloangillavecchia.it/


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