Posts Tagged ‘Realtà virtuale’

La Realtà Virtuale e il PTSD

febbraio 14, 2010

Abbiamo parlato più volte in questo blog sia del PTSD sia della Realtà Virtuale…ma possono essere legati? Forse sì!

Alla luce dei trattamenti attualmente in vigore che prevedono un intervento a lungo termine, fatto di farmaci antidepressivi e psicoterapia costi elevati e (spesso) scarsi risultati, gli esperti stanno sviluppando nuove tecniche d’intervento, come appunto la Realtà Virtuale.
L’utilizzo di questa tecnica è quindi un metodo promettente per il trattamento del PTSD in quanto è in grado di fornire al paziente un ambiente controllato nel quale sperimentare situazioni o scenari che gli permettono di affrontare le sue risposte emotive, senza fare necessariamente affidamento alla capacità del paziente stesso di visualizzare, rivivere, l’esperienza traumatica. In questi termini i diversi Paesi possono implementare tale strumentazione come parte di un piano globale per affrontare le attuali difficoltà nel trattamento del PTSD.
Questi trattamenti innovativi sono affrontati in un numero speciale di Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, un giornale peer-reviewed pubblicato da Mary Ann Liebert, Inc.
Il numero speciale è disponibile online gratuitamente.

Tratto da: psychomer.blogspot.com

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I Serious Game in emergenza: il pericolo degli incendi

gennaio 15, 2010

Vi avevo già parlato tempo fa dei Serious game e dell’importanza dell’uso della realtà virtuale nella pratica psicologica.
Oggi voglio parlarvi di un videogame che rientra all’interno dell’ambito della psicologia dell’emergenza. Il gioco ha l’obiettivo formativo di trasmettere alcune conoscenze fondamentali di sicurezza personale nelle situazioni di incendio.

Giocando ad un videogioco dove lo scopo e’ salvarsi da un’incendio abbiamo modo di sperimentare tutte le azioni positive e negative e di apprendere i loro effetti in un modo molto diverso e piu’ efficace di quello tradizionale.
Il problema della comunicazione dell’emergenza è importante: anche di fronte a volantini o fogli appesi alle porte che contengono tutte le istruzioni su come comportarsi in caso di pericolo i soggetti non mettono in pratica quanto scritto perche’ di fronte ad una situazione non familiare e stressante scattano spesso comportamenti automatici.
Il video qui sotto mostra alcuni esempi di situazioni che si possono sperimentare nel serious game: imparare dove sono gli allarmi e come azionarli, abbassarsi se e’ presente del fumo nella parte alta di un corridoio, imparare che non va preso l’ascensore, familiarizzare con l’ubicazione e la struttura delle scale di sicurezza e con i tempi di evacuazione

Un’altra cosa interessante e’ che, siccome e’ ambientato in una riproduzione fedele di un’edificio reale,  l’analisi visuale può mostrare come sia necessario modificare il reale al fine di renderlo più sicuro o più comunicativo circa i rischi.
Infine, una cosa curiosa accaduta nella valutazione e’ che molti utenti si sono lamentati di come il personaggio “vada troppo piano”: peccato che il personaggio andasse invece alla velocita’ corretta che una persona media avrebbe dentro l’edificio!

Informazioni piu’ tecniche su questo progetto sono reperibili nell’articolo presentato alla prima IEEE Conference on Games and Virtual Worlds for Serious Applications, scaricabile a questo link.

Ansia da esame..niente paura c’è Esame ok!

luglio 1, 2009

L’ansia da esame è uno dei peggiori nemici per studenti e professionisti nel corso di tutta la vita. C’è chi ne soffre maggiormente, chi la riesce a superare con facilità e chi fa di questa una vera e propria malattia. Ma come superarla?

Un metodo innovativo utilizza Esame Ok, un’applicazione gratuita per iPhone / iPod Touch per combattere proprio lo stress da esame: insegna a gestire le emozioni e ridurre al mimino l’ansia utilizzando solo il cellulare. Unico requisito: iniziare ad usarla una settimana prima dell’esame, tutti i giorni, una volta al giorno.

Ma come funziona? Prevede un training organizzato in sei sessioni audio/video della durata di 5 minuti ciascuna, un video per ognuno dei sei giorni antecedenti all’esame.
I primi 4 video presentano un ambiente virtuale naturale rilassante accompagnato da una voce fuoricampo che contestualizza l’esperienza multimediale ed insegna alcune tecniche di rilassamento. Gli ultimi 2 video, invece, simulano un’aula d’esame dove sono in corso alcune interrogazioni non sufficienti. L’obiettivo di essi è quello di verificare, in un contesto “protetto”, se le tecniche di gestione emotiva precedentemente insegnate possono essere considerate efficaci per gestire lo stress di un esame.

Una ricerca (Managing exam stress using UMTS phones: the advantage of portable audio/video support. Riva G, Grassi A, Villani D, Gaggioli A, Preziosa A. Stud Health Technol Inform. 2007;125:406-8), condotta su 90 studenti universitari, all’interno del corso di laurea in Scienze della Formazione, ha mostrato come gli studenti che avevano sperimentato prima dell’esame il protocollo multimediale hanno mostrato un livello d’ansia significativamente inferiore rispetto ai colleghi, ed un superiore senso di rilassamento, assicurando un esito positivo

Per chi non disponesse dell’iPhone gli stessi video sono presenti anche su Youtube

La versione per iPhone e iPod Touch di Esame OK è stata realizzata da Nextage SrL, una start-up tecnologica. La versione per YouTube è stata invece realizzata da Alessandra Grassi, dottoranda alla Scuola di Dottorato in Psicologia dell’Università Cattolica di Milano.

L’applicazione è stata ideata da Giuseppe Riva e Andrea Gaggioli, docenti di Psicologia e Nuove Tecnologie della Comunicazione all’Università Cattolica di Milano.

Esame ok: http://esameok.blogspot.com/

La realtà virtuale nella cura delle fobie

giugno 2, 2009

Negli ultimi anni, grazie al grande sviluppo delle tecnologie positive e del loro utilizzo nel campo della terapia, si sono aperti diversi scenari di applicazione dei nuovi media nel campo della cura di diverse patologie e disturbi.
In particolare vorrei focalizzarmi sull’uso della realtà virtuale per la cura delle fobie.
Nella psicologia tradizionale il metodo tipico per utilizzare le fobie è quello della cosiddetta esposizione progressiva al contenuto fobico, che prevede un percorso di avvicinamento per gradi all’oggetto, elemento o aspetto che crea il panico.
La realtà virtuale rende più facile e anche maggiormente efficace la creazione di questi tipi di percorsi. L’idea è che tramite questo strumento si possono creare al computer le situazioni desiderate inserendo tutti gli elementi causa della fobia (ragni virtuali per l’aracnofobia, piazze piene di persone per l’agorafobia….).
Il paziente deve semplicemente indossare un casco da realtà virtuale e viene immerso nella situazione simulata: il terapeuta ha così il “potere” di controllare ciò che avviene in questo mondo, inserendo oggetti, animali, elementi e facendo accadere particolari eventi che, vissuti in una situazione protetta, potrebbero aiutare il paziente a superare le sue paure.
Tutta l’impostazione teorica e metodologica si basa sull’assunto che le persone immerse in questo tipo di realtà sperimentino “presenza”, ciò sensazione di essere in un ambiente virtuale senza essere consapevole della mediazione della tecnologia, che appare completamente trasparente.
Durante un congresso, svoltosi nel 2007, la psicologa statunitense Brenda Wiederhold, che dirige una clinica per la cura delle fobie mediante la realtà virtuale, ha portato i risultati di 30 studi clinici che hanno mostrato come l’esposizione progressiva in realtà virtuale sia efficace nella cura e abbia effetti positivi.
Una delle fobie maggiormente curate tramite questo approccio è l’acrofobia o fobia dell’altezza. Merel Krijn, insieme ad alcuni colleghi dell’Università di Amsterdam, hanno pubblicato uno studio su Behaviour Research and Therapy che mostra come l’applicazione di questo metodo alla cura dell’acrofobia permetta il raggiungimento di risultati analoghi all’esposizione in vivo, ossia portando fisicamente il paziente in un luogo ad altezza elevata.
(http://psicocafe.blogosfere.it)

I vantaggi di questo approccio sono sicuramente la grande economicità e flessibilità di applicazione e la presenza di centinaia di diverse fobie e paure apre il campo e al ricerca a moltissime nuove applicazioni della realtà virtuale nella cura di tali disturbi.

NeuroVR

maggio 27, 2009

NeuroVR è un software open source, scaricabile gratuitamente, per la creazione e l’utilizzo di ambienti virtuali. Esso offre a tutti la possibilità di utilizzare ambienti virtuali completamente costumizzabili in base all’utilizzo che si vuole fare di essi. La realtà virtuale è infatti molto utilizzata in psicoterapia, specialmente per la cura delle fobie e dei disturbi alimentari. E’ composto da 2 elementi, un editor ed un player, tutti e due facilemnte utilizzabili anche da chi non ha competenze specifiche in materia.
prevede 12 diverse ambientazioni (dal ristorante, al suopermercato, alal spiaggia) all’interno dei quali ognuno può inseirre elementi 2D o 3D di uomini, animali o oggetti e inserire anche elementi personalizzati semplicemente fotografando e ritagliando ciò che interessa.
Ecco un esempio di ambientazione…

NeuroVR nasce per superare alcuni dei problemi emersi nell’applicazione della realtà virtuale alla psicoterapia: in particolare la scarsa usabilità, la mancanza di esperienza tecnica fra i clinici, i costi elevati.

Per chi fosse interessato: http://www.neurovr.org/


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