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La visnoressia: il distrurbo alimentare che colpisce gli uomini

febbraio 24, 2010

Si chiama visnoressia e non è altro che l’anoressia che colpisce gli uomini. Questa malattia, insieme alla bulimia, è quasi sempre associata esclusivamente al sesso femminile, ma in realtà riguarda, anche se in minima parte, anche gli uomini. Secondo gli esperti su 10 casi di anoressia, almeno uno riguarda un uomo, mentre la media è di uno su 20 per quanto riguarda la bulimia.La visnoressia però non si manifesta nello stesso modo dell’anoressia. Se infatti una ragazza anoressica si vede sempre grassa anche se sottopeso, e finisce col non mangiare fino a stare male, in un uomo è molto raro che questa condizione si verifichi. La poca stima in sè stessi si verifica con un eccessivo ricorso ai muscoli. Spesso un visnoressico si iscrive in palestra e comincia a fare esercizi, ma portandoli all’eccesso, ed in molti casi ricorrendo anche ad anabolizzanti o altri prodotti che servono per gonfiare la massa muscolare. Questo avviene perché il ragazzo si sente più protetto dentro questa sorta di “guscio”, e riesce a mascherare le proprie insicurezze ed il proprio problema psicologico.
Differente dalle donne è anche l’età di insorgenza: se per esse l’anoressia si manifesta, nella maggior parte dei casi, tra i 14 anni e mezzo e i 18, la visnoressia è più probabile tra i 16 e i 20 anni, ma può comparire anche fino ai 27.
Come per l’anoressia alla base del problema ci sono i fattori sociali e familiari che tendono a far sentire inadeguata una persona, ma non vengono esclusi anche alcuni fattori ereditari.

Non esiste una cura universale efficace in quanto ogni paziente va seguito personalmente per indagare quali sono i fattori alla base del problema.
Questo qudro si aggrava, dal punto di vista psicologico e dell’identità, in quanto queste patologie sono spesso associate a comportamenti “tipicamente femminili” e per questo motivo, spesso, i ragazzi visnoressici sono etichettati come gay.
In realtà secondo il professore Giovanni Spera, ordinario di medicina interna dell’Università la Sapienza e membro del consiglio direttivo della società italiana per i disturbi alimentari, invece, non si può pensare che queste persone abbiano questi problemi solo perché gay, ma possono essere semplicemente degli etero più sensibili e più fragili di altri.
Peccato che spesso i pregiudizi hanno molta più influenza sui nostri comportamenti rispetto ai dati empirici!

Tratto da: www.medicinalive.com

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